10 domande per 10 candidati: la risposta di Tommaso Grassi

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Si riportano le risposte alle nostre domande ricevute dal candidato Tommaso Grassi

1. Che lavoro fa e che titolo di studio ha?

Sono studente, da cinque anni ricopro il ruolo di consigliere comunale all’opposizione della giunta Renzi, tele-guidata (nel vero senso del termine) dall’attuale presidente del Consiglio. A 18 anni mi sono appassionato di politica e il mio impegno è cominciato allora, nel 2004. Eletto nel Quartiere 5, ho lavorato cinque anni come Presidente della Commissione Giovani e Accoglienza, per poi portare la mia esperienza in Palazzo Vecchio dove sono stato eletto nel 2009 come consigliere comunale. Durante tutta la legislatura mi sono impegnato per dare voce ai cittadini e alla sinistra che tanto è mancata a Firenze.Nel frattempo, mentre svolgevo l’attività istituzionale, ho portato avanti gli studi a Scienze Politiche, facoltà alla quale sono approdato dopo un anno di Matematica. Ho fatto l’attore teatrale, vincendo il premio “Giovani Promesse” alla rassegna teatrale della CooperSigne. Ho partecipato a tre tappe, in Francia, in Grecia e in Italia, del progetto Crossroad della Comunità Europea, programma di scambio e messa in rete dell’Associazionismo giovanile e del Volontariato, conseguendo tre diplomi.Queste esperienze mi hanno formato e migliorato, ma la mia strada era quella: la politica per i cittadini, per una vivibilità vera di Firenze e per restituire dignità nel segno dell’uguaglianza, con il riconoscimento dei diritti di tutti e tutte.Ora ho deciso, spinto dalla richiesta di unità che tante persone e forze organizzate hanno ritenuto potesse concretizzarsi sul mio nome, di candidarmi a sindaco della mia città. Un lavoro che svolgerò a tempo pieno. Mi occuperò solo di Firenze.

2. Intraprenderà delle vere politiche per la riduzione del traffico su gomma e l’incentivazione dei mezzi di trasporto ecologici?

Un sistema di mobilità che funzioni è un sistema integrato che funziona 24h su 24h, e permette di attraversare rapidamente la città senza usare per forza l’auto, rendendo agevoli gli spostamenti a chi ha difficoltà motorie di qualsiasi origine.
La tramvia Firenze deve avere tutte le reti tramviarie di superficie, a partire dalle linee 2 e 3, cancellando il sottoattraversamento del centro precedentemente ipotizzato.
Obiettivo strategico è il potenziamento delle stazioni ferroviarie cittadine ed un servizio di trasporto pubblico integrato. E’ inoltre necessario ampliare il percorso della tramvia verso Campi Bisenzio e Sesto Fiorentino, e collegare anche l’area a sud est verso il Comune di Bagno a Ripoli.
La realizzazione di una rete di trasporti efficiente renderà possibile una revisione delle pedonalizzazioni che consente il passaggio dei minibus elettrici con il ripristino delle vecchie ZTL e ZCS per scoraggiare il traffico privato; nonché, in previsione 2020, una ZTL che funzioni per 24 ore al giorno.
Una mobilità sostenibile non può prescindere da una estensione delle piste ciclabili che hanno senso solo se in sede propria; la loro realizzazione deve dare priorità all’utilità e non alla facilità di realizzazione; la diffusione delle rastrelliere deve essere equamente distribuita in tutta la città e le zone da 30 Km/h devono essere estese.

3. Come pensa di intervenire per contrastare il cosiddetto “degrado” in centro?

Il degrado cresce nelle città che non sono vive. Una città viva è una città sicura. Sotto questo aspetto riteniamo che debba essere stracciato il Piano per la notte, attualmente in vigore a Firenze, e si debba studiare una soluzione certa, concreta, non limitata nel tempo. Che non sia un pagliativo. Una soluzione che tenga presente la differenza tra zona e zona: via de’ Benci non è come viale Europa e non può esserci una linea uguale per tutti i locali.

4. È favorevole o contrario alla ricerca sull’uso medico della cannabis?

Favorevole, ho sostenuto la recente legge toscana che permette l’uso di farmaci cannabinoidi, sia per le cure palliative e il fine vita, sia per chi è affetto da patologie croniche e invalidanti. Voglio ricordare che da anni molti studi hanno ormai dimostrato gli effetti benefici dei derivati della cannabis in varie situazioni patologiche: è stata confermata la riduzione della spasticità e del dolore per pazienti affetti da sclerosi multipla, così come recenti ricerche stanno evidenziando un possibile effetto anticancro prostatico. In molti Paesi i derivati della cannabis sono ammessi alla prescrizione come qualsiasi altro farmaco, reperibili anche nelle farmacie, mentre in Italia si deve seguire un lungo iter burocratico, applicato caso per caso, a seguito della prescrizione medica, per l’autorizzazione dell’importazione del prodotto, iter che scoraggia non pochi pazienti.

5. È favorevole all’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie per diminuire quella sul lavoro?

Si, con agevolazioni che vadano a supplire alle carenze e agli scempi normativi come il Jobs Act. In questa direzione possiamo, a livello comunale, se eletto sindaco, azzerare l’aliquota per chi ha redditi fino a 28.000 euro. Per i redditi superiori l’intervento sarà progressivo sopra 75000 euro. Si mantiene così il principio dell’equità, chi ha redditi stellari deve contribuire maggiormente.

6. Qual’è la sua opinione a riguardo dei matrimoni omosessuali e ai diritti LGBT?

Firenze deve essere in prima linea per combattere ogni violenza fisica, morale o simbolica legata all’orientamento sessuale.Troppo spesso in città abbiamo assistito a episodi gravi di intolleranza, di negazione dei diritti di tutti e di tutte. Sono certo e fermamente convinto che si possa parlare di famiglia ovunque vi sia amore, condivisione, assunzione reciproca di responsabilità. Le famiglie, tutte le famiglie, si difendono con la giustizia sociale, i diritti per tutti e tutte, i servizi pubblici di qualità. Non con le posizioni isteriche contro chi vive in maniera diversa da quella definita “tradizionale” che in realtà è solo sintomo di chiusura mentale, culturale, di scarso senso civico. Solo nel 1990 l’Organizzazione mondiale della sanità, ha rimosso l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali: questo significa che molto ancora deve essere fatto, non solo per il riconoscimento dei diritti ma soprattutto per dare vita a un cambiamento culturale che tenga conto della realtà, di come oggi le cose siano ben diverse.

7. Sa chi è Edward Snowden?

Si, e ne ho apprezzato il coraggio nella sua battaglia contro i poteri forti che hanno cercato di evitare che il suo messaggio fosse trasmesso, condiviso e seguito. Il mondo deve sapere cosa accade in trasparenza, e scegliere in autonomia senza condizionamenti dall’alto.

8. Come ha intenzione di aumentare la trasparenza delle istituzioni comunali verso i cittadini? Continuerà ad aderire al progetto Open Bilanci e a pubblicare OpenData relativi al Comune? E quali sono i suoi progetti sulle “bolle” wifi nelle piazze cittadine? Ha intenzione di potenziare e migliorare il servizio?

Il principio ispiratore è quello di una politica fondata sulla trasparenza e sulla partecipazione. Una città che dà valore alle persone ed alla loro rappresentanza, in tutte le sue forme, che valorizza il ruolo delle assemblee elettive, dal consiglio Comunale ai consigli circoscrizionali, che ridisegna i quartieri quali organi di decentramento, da ripensare in un’ottica di città metropolitana. La trasparenza va potenziata ma soprattutto i dati devono essere resi fruibili: non basta che siano messi in rete, devono essere consultabili con facilità da tutti i cittadini.

Il servizio attualmente è solo uno spot, poco funzionale. Mai più zone grigie e una wifi libera che copra ogni angolo della città.

 9. Conosce la situazione sull’uso del software free, libero e open source all’interno del comune e delle P.A.? Che ne pensa e cosa crede di fare in futuro al riguardo?

Ad oggi molte spese dell’amministrazione sono da attribuire all’acquisto di licenze per l’uso di software. L’utilizzo di piattaforme open source, oltre a d essere un segnale nei confronti delle grandi multinazionali, segnerebbe un precedente importante. Non a caso altre realtà hanno scelto di percorrere questa strada che ricordiamo garantisce un risparmio per le casse comunali.

10. Il Partito Pirata Italiano riconosce l’importanza dei valori fondanti della Costituzione antifascista e repubblicana, ottenuta tramite una battaglia per la civiltà e la libertà: lei si riconosce in tali valori e si dichiara antifascista?

Sono antifascista e mi riconosco nei valori della lotta partigiana, lotta da cui è nata la nostra Costituzione. Senza se e senza ma.