Sesto e la democrazia, nell’era di Liquid Feedback

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Qualche tempo fa Matteo Renzi, parlando dell’articolo 18 e dintorni, disse che era più o meno come avere un iPhone e chiedersi dove andasse inserito il gettone.
Ora, al di là delle spontanee battute volgari che potevano scaturire in risposta a quel quesito, le parole del Premier tornano in mente oggi, perché a fare la figura dell’anziano spaesato d’innanzi all’ultimo smartphone sembra, piuttosto, l’intero sistema dei partiti italiani (oltre che, naturalmente, il codazzo di giornalisti al seguito).

La vicenda di Sesto Fiorentino, con la sfiducia al sindaco Biagiotti, ha mostrato, una volta di più, quanto abissale sia ormai la distanza tra i partiti cosiddetti “di massa” e i cittadini che dovrebbero rappresentare.
Quella sestese è la storia d’una candidata sindaco imposta dall’alto, senza primarie (con tacito e colpevole assenso della cosiddetta minoranza), messa li’ da quel Renzi che grazie proprio alle primarie è diventato Segretario (e, in sostanza, padrone) del PD. Con un programma che, in buona sintesi, si può riassumere in “fa’ ciò che vuole la dirigenza”, incluso aeroporto, inceneritore e annessi.

Senonché le suddette opere, a Sesto come in qualunque altra parte d’Italia, qualche preoccupazione inevitabilmente la destano. Certamente non solo a quelli che la stampa filo-governativa suole dipingere come fancazzisti – perdigiorno – radical chic-comunisti, ma anche a comunissime madri di famiglia, organizzatesi in un’associazione che ne ha al suo fianco molte altre.  

E allora ecco che le letture della vicenda date dalla suddetta stampa lasciano il tempo che trovano.
“Sara Biagiotti ha vinto col 56% dei consensi” è il refrain che si sente ripetere, “e dunque sfiduciarla significa tradire la volontà degli elettori”. Ora, a parte il fatto che quel 56% è un dato tutt’altro che straordinario, in un comune in cui il PD avrebbe serie possibilità di vittoria anche candidando un rotweiler o un attaccapanni, la questione è decisamente più complessa.
Tanto a livello locale quanto nazionale, si parte dal presupposto che votare per un candidato significhi lasciargli carta bianca su tutto per gli anni a venire, indipendentemente dal fatto che rispetti o meno le promesse fatte in campagna elettorale. Così oggi c’è chi accusa la minoranza DEM di aver tradito il mandato agli elettori se non supporta in pieno l’agenda politica di Renzi. Si finge di ignorare il fatto che l’attuale Premier, per vincere le primarie, non aveva minimamente accennato a molte delle riforme che adesso sta portando avanti; non aveva parlato dell’abolizione dell’articolo 18 (“non è quello il problema” diceva), o ai super-presidi nelle scuole, o alla legge elettorale. “Paradossalmente”, chi oggi in aula vota contro quelle riforme sta in effetti dimostrando coerenza con i propri elettori: che – è bene ricordarlo – in un Paese democratico dovrebbe essere più importante della fedeltà al capo-partito.

Ora, la vicenda di Sesto Fiorentino presenta caratteristiche peculiari, ma il problema di fondo è identico: oggigiorno non è più pensabile che chiunque voti per un partito (o un candidato) ne condivida il programma al 100%. Lo si può votare perché lo si ritiene il male minore, o magari per punirne un altro (il cosiddetto “voto di protesta”); o magari lo si vota perché si condivide quasi tutto il programma, ma si è in disaccordo con alcuni punti, non necessariamente irrilevanti.

La consapevolezza di tutto ciò ci ha spinti, come Partito Pirata, a superare la forma di partito tradizionale e verticistico, rinunciando ad avere un Leader e affidando il potere decisionale ad un organo collettivo che si chiama Assemblea Permanente: le decisioni vengono prese votando democraticamente le mozioni, con tempi e regole certe (e anch’esse collettivamente stabilite).
Lo strumento informatico che rende tecnicamente possibile la perenne convocazione e il lavoro dell’assemblea è Liquid Feedback, software libero utilizzabile non soltanto dai Partiti, ma potenzialmente da qualunque associazione od organizzazione.
Per maggiori informazioni sul funzionamento del software si veda QUI.

Dunque la domanda è semplice: è pensabile, nell’A.D. 2015, in un Paese in cui gli italiani possiedono mediamente un cellulare e mezzo a testa (e dunque di possibilità di accesso alla Rete), di utilizzare degli strumenti Internet (non necessariamente Liquid Feedback) per coinvolgere maggiormente la popolazione locale nella vita democratica del proprio comune?

Dal punto di vista tecnico non ci sono motivi per dubitarne.
L’Islanda -Paese che ha una popolazione di circa 300.000 persone, e in cui il Partito Pirata è attualmente in testa ai sondaggi- ha utilizzato strumenti “rudimentali” come i social network non per scrivere una legge qualunque, ma per cambiare la Costituzione. E se 300.000 persone sembra una piccola cifra, teniamo presente che nella stragrande maggioranza dei Comuni italiani abitano molte meno persone.

Certo, l’Italia ha qualche problemino in più dell’Islanda; l’età media alta (siamo il secondo Paese più vecchio al mondo dopo il Giappone) e -strettamente correlato- un analfabetismo digitale tra i più alti del continente; ma è anche vero che almeno il secondo di questi problemi è verosimilmente destinato ad affievolirsi molto -se non proprio a scomparire- col passare degli anni, quando le vecchie generazioni saranno sostituite da quelle dei c.d. “nativi digitali”.
E dunque è pensando a costoro che dovremmo cominciare a muoverci, e pretendere che chi amministra la Res Publica coinvolga maggiormente i cittadini nelle decisioni che riguardano la loro vita quotidiana.

Anche e soprattutto in materia di opere -grandi o piccole che siano- dall’alto impatto ambientale; se si tratta di costruire inceneritori, varianti autostradali, aeroporti o simili, riteniamo (ed è un punto del programma) che consultare la popolazione locale e considerare vincolante la decisione presa dalla popolazione dovrebbero essere tappe obbligate, al giorno d’oggi.

Altrimenti, faremo sempre la figura dell’anziano spaesato d’innanzi all’iPhone.

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Banche, politici e forze dell’ordine VS Bitcoin

Attenzione: questo articolo non riflette le posizioni del Partito Pirata ma solo ed unicamente quelle dell’autore, un “anonimo” pirata italiano (mezzo, secondo la questura)

Tornano alla ribalta nelle news mainstream le criptovalute, in testa a tutte Bitcoin: stavolta ad interessarsene niente meno che le più importanti istituzioni del sistema bancario, politici ed alti funzionari delle forze dell’ordine.

Le headlines parlano chiaro anche con un solo colpo d’occhio: riciclaggio, terrorismo, traffico d’armi! Bisogna correre al più presto ai ripari.

Eppure… eppure c’è qualcosa che suona strano, come se tutti all’improvviso si fossero dimenticati che… esistono i contanti, e l’oro, ed i diamanti, ed una miriade di altri modi molto più tradizionali per trafficare armi e droga o finanziare il terrorismo. E che tutte queste attività illecite esistono da molto prima delle criptovalute. E che nessuno ha ancora trovato un qualche nesso causale tra la comparsa delle criptovalute ed un qualsiasi aumento di armi, droga, violenza. Anzi, pare proprio che per contrastare questi fenomeni la soluzione migliore sia quella di investire sull’istruzione… ( Ma che ne sappiamo noi gombloddisti! )

Ci viene detto che essendo “solo codici” si possono trasmettere “tramite tor”, e questo già dovrebbe bastarci per decretare con certezza che ne verrà fatto un uso criminale: palese disinformazione, visto che non solo non viene portata nessuna prova a sostegno di questa tesi, ma al contrario sono sotto gli occhi di tutti migliaia di casi di utlizzo leciti, pubblicizzati alla luce del sole. ( coinmap.org )

Per fare ancora un po’ di chiarezza su questo tipo di stronzate spacciate per verità accertate:

Prima di tutto, il protocollo bitcoin non c’entra nulla con tor.

Tor viene sviluppato come strumento di tutela della privacy da volontari che si sono associati e dati tale scopo proprio perchè le istituzioni hanno ampiamente dimostrato di non offrire nessuna garanzia sulla tutela della privacy dei cittadini, ed anzi di abusare costantemente del proprio vantaggio tecnico e tecnologico per efffettuare sorveglianza di massa illegale e violare sistematicamente i diritti fondamentali garantiti dalla legge.

Secondo, ci sono centinaia di altri modi per comunicare in codice; ci sono migliaia di modi per effettuare pagamenti illeciti, e ci pare francamente che quello fondamentale per la riuscita del “piano” ed attualmente più utilizzato sia la cara vecchia corruzione.

Terzo, è ampiamente dimostrato ( silk road ) che criptovalute e darknets possono relativamente poco contro indagini mirate, se effettuate affiancando all’informatica forense i metodi di indagine tradizionali. Queste tecnologie di anonimato sono molto efficaci invece contro la sorveglianza massiva indiscriminata ed incontrollata: questo è a nostro avviso il vero terrore dei disonesti e dei corrotti, ed il motivo per cui scagliano di tanto in tanto le loro orde di mastini. ( capiscono un pezzettino in più della faccenda, e se la fanno sotto: per vederne delle belle, aspettiamo che arrivino a capire che le tecnologie tipo blockchain sono il metodo che scientificamente ad oggi dà la massima garanzia e trasparenza per effettuare delle votazioni )

In più, ci sono fondatissime ragioni oggettive per credere ad esempio che il c.d. “terrorismo internazionale” abbia molto a che fare con i nostri servizi segreti (occidentali) e con una certa strategia della tensione che si protrae da diversi decenni, assumendo di volta in volta le fattezze del cattivo di turno.
A questo punto, perchè non facciamo che è Goldstein una volta per tutte?!

Vogliamo dunque mettere in dubbio che le più grandi organizzazioni criminali riescono a svolgere i loro traffici illeciti perchè profondamente infiltrate nelle istituzioni civili, militari e finanziarie… in favore dell’ipotesi bitcoin?
Dunque, qualcuno sta mentendo, ma come scoprire chi? Studiando!

Non andavi tanto bene a matematica ai tempi della scuola, vero? Forse se fossi andato bene te ne saresti quasi vergognato, perchè saresti stato relegato tra gli sfigati. Non digerisci tanto bene il concetto  di blockchain e di funzione crittografica one-way, o la crittografia a chiave asimmetrica. Peccato, perchè non sono cose poi così difficili per un essere umano dotato di una istruzione-di-base-occidentale-media, e se le capisci anche solo a grandi linee puoi capire come si fa a decentralizzare l’informazione e renderla estremamente difficile da falsificare. Capito questo, la posizione dell’attuale sistema monetario rispetto alle criptovalute diventa abbastanza palese: il primo si basa sull’obbligo per legge di riporre fiducia in entità mostruose ed indefinibili controllate dai peggiori criminali della terra (banche), mentre il secondo rende il primo obsoleto e superfluo (!)

( Per chi non avesse capito questo ultimo paragrafo, riformulo: la tua ignoranza è la forza di chi ti vuole ingannare, e se vuoi poter decidere chi ti sta raggirando devi sapere; in questo caso devi capire almeno quelle due o tre cosette sulla crittografia, oppure fidarti del tuo amico nerd )

La cosa che non viene detta sui bitcoin:

I “soldi veri” ( dollari, euro ) sono oggi prodotti letteralmente per magia, ovvero facendo dei conti in modo assolutamente non trasparente e scrivendo un valore su una tabella di un database: ci fidiamo di chi ha accesso in scrittura su quel database.

Le criptovalute sono invece prodotte secondo un algoritmo appositamente studiato per impedire qualsiasi tipo di falsificazione: hanno un valore intrinseco dato dalla difficoltà di trovarli ( minarli )

La conclusione scientifica di tutto questo discorso è che quello che vediamo uscire dai media tradizionali in questi giorni sull’argomento è merda retorica della più pura. (si sente perchè ti anestetizza la punta della lingua)
Nello specifico si fa l’operazione di spostare la responsabilità dei peggiori mali del mondo su un mero mezzo: il bitcoin o più in generale la criptovaluta. Non ci dovrebbe essere bisogno di specificare che non è mai il mezzo ad essere buono o cattivo, ma lo è l’uso che se ne fa. Un esempio banale: con un coltello da cucina ci si possono tagliare pietanze o uccidere persone, eppure nessuno propone di regolamentare i coltelli da cucina, anche se questi vengono talvolta utilizzati per uccidere.
Applicando nella realtà questa logica fallace che ci viene propinata si hanno chiaramente gli esiti più inquietanti immaginabili. Sembra infatti che da più fronti si stia cercando di eliminare ogni forma di comunicazione riservata e di isolare o sopprimenre le menti “non allineate”, per giungere in pratica ad un vero e proprio divieto di pensiero e di parola: schiavi perfettamente inconsapevoli.

In effetti, il dubbio che mi rimane è se si stia mirando più ad una cosa tipo 1984, con programmazione neurolinguistica estrema e sorveglianza pervasiva totale, o a delle placide ed imponenti pile stile matrix con la realtà virtuale installata sul cloud ed indotta attraverso i mitici spinotti piantati nelle vertebre.

Incontro con i Pirati

Prossimo incontro pirata a Firenze: Martedi 28 Maggio 2013 ore 21:30
Unione Ricreativa Lavoratori di S. Niccolò

Indirizzo: 50125 Firenze, Via di San Niccolò, 33       (vedi la mappa)

Incontro aperto a tutti per conoscere il Partito Pirata e per discutere dei temi caldi del momento. Sarà possibile avere informazioni e porre le proprie domande.

Per chi e’ interessato sarà possibile effettuare la certificazione per diventare pirata e poter accedere alla piattaforma decisione Liquid Feedback usata dal PP-IT come Assemblea Permanente (informazioni sul processo di certificazione).

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NOTA: L’incontro si tiene in un circolo ARCI che ci ha cortesemente dato
ospitalità, quindi e’ necessario essere in possesso della relativa tessera.

Incontro con i Pirati Fiorentini

Prossimo incontro pirata a Firenze: Mercoledì 13 Marzo 2013 ore 21:30
Circolo Lavoratori Porta Al Prato

Indirizzo: Via delle Porte Nuove, 33 Firenze      (vedi la mappa)

Incontro aperto a tutti per conoscere il Partito Pirata, sarà possibile avere informazioni e porre le proprie domande. Per chi e’ interessato sarà possibile effettuare la certificazione per diventare pirata ed accedere alla piattaforma decisione Liquid Feedback usata dal PP-IT come Assemblea Permanente.

Folla di pirati 1     Folla di pirati 2

Lettera aperta al popolo del M5S

Cari amici del M5S, caro Beppe

è vero, non hanno capito. Non riescono a farsene una ragione, non si arrendono all’idea che non solo possiamo fare a meno di loro ma possiamo addirittura governare i nostri territori e decidere autonomamente delle nostre vite.

I vecchi signori si indignano di fronte all’avvento della Terza Repubblica poiché rappresenta, attraverso la Rete, la possibilità di determinare ogni scelta senza i placet dei ‘professionisti della politica’ o dei potenti che si nascondono dietro di essi.

Assieme al sistema mediatico dominante, essi invocano disperate politiche di ‘alleanze’ in nome della loro idea di governabilità. E lo fanno come se in passato non fossero stati i diretti protagonisti delle peggiori disfatte del paese. Intendono farlo, ancora una volta, in nome della rappresentanza conferita ai loro ‘nominati’ nelle segrete stanze di partito, secondo leggi che non rappresentano la volontà dei cittadini.

L’ultima disperata mossa riguarda la presunzione di interpretare il sentire comune del popolo del M5S che, a loro dire, sarebbe favorevole ad un accordo col PD in nome di una presunta salvifica alleanza di governo.

Il Partito Pirata ripudia il sistema della Seconda Repubblica e, più in generale, ogni sistema che impedisce al popolo di esplicitare la sovranità assoluta. È per questa ragione che oggi vi chiediamo di compiere la Rivoluzione di cui questo paese ha bisogno. Vi chiediamo di conferire tutto il potere nelle mani del popolo sovrano.

Vi chiediamo di dare voce a milioni di persone con la forza della Rete. Vi chiediamo di strozzare gli ultimi sussulti di un ceto politico ormai alla malora e segnare il punto del knock-out consegnando alle donne e agli uomini la possibilità di decidere, ogni giorno, del proprio futuro.

Dichiariamo, da subito, così come da nostra costituente, la disponibilità ad attrezzare una piattaforma di e-democracy per accogliere, assieme a voi, chiunque voglia costruire questo paese pezzo per pezzo dopo che i partiti che hanno avuto in mano il potere lo hanno smantellato.

Chiediamo a voi e ai parlamentari del M5S di mettere a disposizione il loro mandato ogni giorno, e di lasciare decidere su lavoro, casa, cconomia, ciritti civili, libertà della rete e quant’altro attenga alle nostre vite.

Vorremmo partecipare assieme a voi attraverso la piattaforma LiquidFeedback, e decidere quando, come e se sostenere un governo o se buttarlo giù nel momento in cui non applichi quanto gli chiediamo.

Cari amici, caro Beppe, vi ringraziamo per ciò che avete avviato in questo paese, ve ne siamo sinceramente grati. Ora, però, lasciate decidere, lasciate scegliere i cittadini.

L’Assemblea Permanente del Partito Pirata

Questo documento è stato approvato democraticamente dall’Assemblea Permanente del Partito Pirata.

Incontro con i Pirati

Prossimo incontro pirata a Firenze: Mercoledì 13 Febbraio 2013 ore 21:00 @ Unione Ricreativa Lavoratori di S. Niccolò

Indirizzo: 50125 Firenze, Via di San Niccolò, 33 (Tel. 055 234 3916)       (vedi la mappa)

Incontro aperto a tutti per conoscere il Partito Pirata e per discutere dei temi caldi del momento. Sarà possibile avere informazioni e porre le proprie domande.

Durante l’incontro il pirata mrk25 illustrerà il funzionamento del software di comunicazione anonima Tor. Per chi e’ interessato sarà possibile effettuare la certificazione per diventare pirata e poter accedere alla piattaforma decisione Liquid Feedback usata dal PP-IT come Assemblea Permanente.

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NOTA: L’incontro si tiene in un circolo ARCI che ci ha cortesemente dato 
ospitalità, quindi e’ necessario essere in possesso della relativa tessera.

Prossimo Incontro Pirata

Prossimo incontro pirata a Firenze: Mercoledì 16 Gennaio 2013 ore 21:15 @ Unione Operaia di Colonnata

Indirizzo: Piazza Rapisardi 6, Sesto Fiorentino (FI)      (vedi la mappa)

Incontro aperto a tutti per parlare del Partito Pirata, sarà possibile avere informazioni e porre le proprie domande. Durante la serata’ sara data una mini dimostrazione del software LiquidFeedback, la piattaforma di e-democracy usata dal Partito Pirata. Per chi e’ interessato sarà possibile effettuare la certificazione per diventare pirata.

I Pirati sbarcano a Firenze

I Pirati risalgono il fiume Arno e sbarcano a Firenze. Nel loro galeone tanti tesori dal valore inestimabile: democrazia, trasparenza, diritti civili. Insieme ai forzieri ci sono delle pergamene con tante formule magiche… orizzontalità, partecipazione, democrazia liquida… oh icche’ sarà questa roba ?

Ebbene sono le parole chiave per aprire le porte del futuro, quello nostro e quello delle generazioni che verranno, perche i Pirati vogliono lasciare un mondo migliore di quello che hanno trovato. E vogliono che anche tu sia artefice di questo cambiamento. Sì, hai capito bene: anche tu puoi partecipare al cambiamento, saltando a bordo del movimento pirata ed iniziando a dare il tuo contributo alla pacifica rivoluzione pirata.

Il Partito Pirata Italiano si è dato una struttura totalmente orizzontale e delibera online utilizzando il suo strumento software di Assemblea Permanente Liquid Feedback; non c’e’ un leader, non ci sono capi, non ci sono dirigenti, tutti i pirati contano uguale: una testa, un voto. L’unico organo sovrano e’ l’Assemblea Permanente, cioe’ i pirati nella loro totalità. Se tutto questo ti sembra interessante, vieni a vedere cosa facciamo e come lo facciamo perche’ c’e’ molto, molto, molto di piu’…

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