Sesto può svoltare

comune sesto

I media nazionali ne parlano (comprensibilmente) pochissimo, ma quello che è accaduto a Sesto Fiorentino (negli ultimi 12 mesi, più che domenica) rappresenta una svolta storica per la città.
Sesto, fino a ieri, era una “Stalingrado”, la roccaforte delle roccaforti del fu PCI e delle sue successive involuzioni (PDS-DS-PD). Mai era successo che il candidato di “quell’area” non diventasse Sindaco al primo turno, e già la vittoria di Sara Biagiotti con poco più del 55%, due anni fa, era parso un campanello d’allarme. Ma lo strappo si è creato nei mesi successivi.
La prospettiva dell’inceneritore e della nuova pista dell’aeroporto che ha messo in allarme la popolazione, il “gran rifiuto” di 8 consiglieri comunali del PD di obbedire a direttive romane, la mozione di sfiducia e l’espulsione dei suddetti 8 dal PD stesso. E poi il commissariamento e le elezioni anticipate.
In questi mesi a Sesto è successo qualcosa che -ahimé- non è capitato quasi in nessun altro posto d’Italia. E’ successo che la rabbia e la delusione della gente nei confronti del PD non ha trovato sfogo nel populismo becero della Lega o nel qualunquismo pentastellato; ha invece assunto i connotati dell’attivismo civico dal basso, della partecipazione, della ricerca di soluzioni alternative: dalle instancabili Mamme No Inceneritore ai comitati per la Piana contro le nocività, a tante altre iniziative promosse dalle persone.
Iniziative che non si sono limitate al NO, ma hanno anche avuto il merito di far capire che le alternative esistono (a cominciare dalla strategia Rifiuti Zero), e che spesso l’unica cosa che manca è la volontà politica di intraprenderle. Per interessi partitici, più che per ignoranza.  
E così è successo che anche la politica ha avuto un sussulto d’orgoglio. Gli espulsi del PD, in questi mesi, sono stati oggetto di scetticismo, se non proprio di ostilità aperta. Molti non hanno saputo (o voluto) perdonare loro il “peccato originale” di essere stati un tempo dentro il PD medesimo, e di avere avuto a suo tempo opinioni diverse. Eppure bisognerebbe quantomeno riconoscere loro il fatto che, senza il loro gesto, oggi molti sestesi non potrebbero nemmeno sperare nel ballottaggio. “The hateful 8” avrebbero potuto fare come molti loro compagni di partito: obbedire e sperare di essere ricompensati, magari con un posto a Roma. E invece hanno scelto di interpretare la volontà della stragrande maggioranza dei cittadini, pagandola con l’espulsione da un partito che molti di loro avevano contribuito a far nascere.
La decisione di creare l’associazione Per Sesto e di appoggiare Lorenzo Falchi, alla fine, ha premiato. Molti sestesi avrebbero in realtà voluto che fossero i partiti TUTTI a fare un passo indietro e a sostenere Maurizio Quercioli, espressione della società civile. 
Alla fine l’accordo non è stato raggiunto, ma ormai tutto ciò ha ben poca importanza. Ciò che conta è che il 19 ci sarà un ballottaggio che potrebbe lanciare un segnale forte a Renzi e alla sua concezione di governo. 
Come sezione Toscana del Partito Pirata , appoggiamo convintamente Lorenzo Falchi. Non solo per il programma (peraltro costruito in maniera partecipata e aperta) che ci trova d’accordo sui punti essenziali (difesa del territorio dalle opere inutili; tutela dei beni comuni, a partire dall’acqua pubblica; percorso verso la strategia rifiuti zero; partecipazione, cultura etc)., ma anche per aver constatato di persona la disponibilità all’ascolto, al dialogo, al confronto. 
E chissà che Sesto non dia una lezione anche a livello nazionale. 
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