Elezioni 2015: le risposte di Gabriele Chiurli

 

1) Conosce la situazione sull’uso del software free, libero e open source all’interno della Regione? Che ne pensa e cosa crede di fare in futuro al riguardo?

No

2)Ha intenzione di aumentare la trasparenza delle istituzioni verso i cittadini? Se sì in che modo?

Cominciando dalla rete per dare a chiunque, ovunque, la possibilità di trovare in maniera comprensibile, cioè in modo che possano essere trovate, tutte le informazioni. Spesso trovare un’informazione in rete è un sistema di scatole cinesi.

3)Qual’è la sua posizione in merito ai matrimoni omosessuali e ai diritti LGBT?

Sono favorevole al riconoscimento di tutti i diritti civili alle coppie omosessuali ma contrario all’adozione.

4) Alcune località toscane sono state, negli ultimi anni, fortemente colpite dalla cattiva gestione del territorio e delle infrastrutture: una fra queste è Carrara, dove i cittadini, stremati dalle ripetute alluvioni, per un breve periodo si sono riuniti in Assemblea Permanente con l’idea di amministrare in proprio la città.
La pianificazione e la prevenzione sono le uniche contromisure efficaci in relazione al rischio idrogeologico: l’adeguamento dello sviluppo territoriale alle mappe del rischio e la manutenzione del territorio sono alcuni punti fondamentali per evitare ulteriori disastri. Quali sono i suoi progetti a riguardo e quali risorse pensa di destinare per la mitigazione del rischio?

E’ l’ora di finirla intanto di fare appalti al massimo ribasso: quello che è successo a Massa con l’esondazione del Carrione insegna. Democrazia Diretta da anni sta portando avanti una battaglia contro il Ttip la cui liberalizzazione del mercato significherebbe apertura all’estrazione del cosiddetto shale gas, metano contenuto nelle rocce, attraverso sistemi già da tempo nel mirino degli ambientalisti ma già in fase di sperimentazione da parte delle multinazionali dell’energia. Ttip significherebbe per l’Italia sfruttamento del terreno sia in fatto di cementificazione sia di sfruttamento del sottosuolo e del territorio in generale.

5) Il Partito Pirata ritiene che vada superato il dualismo tra pubblico e privato, e vada rafforzata sempre di più la strada della gestione partecipata delle risorse come beni comuni. Lei cosa ne pensa a riguardo?

Su alcune cose la gestione con il privato non va bene e cioè, sanità, trasporti, acqua, scuola che devono rimanere in mano pubblica. Si può fare un ospedale privato ma l’assistenza di base va data a tutti, i servizi essenziali fondamentali devono essere garantiti e devono essere efficienti.

6) Cosa pensa sull’utilizzo degli strumenti di tutela del copyright come escamotage per ottenere di fatto la censura su alcune fonti di informazione indipendente? Crede che il problema sia reale e pesi sul diritto di libera espressione, sulla libera circolazione dell’informazione e quindi sull’effettivo esercizio della democrazia nel nostro paese?

Copyright sì per chi lavora in determinati settori ma non certo per l’informazione che deve essere libera e basta.

7) Sempre più negozi e aziende stanno incominciando ad accettare pagamenti tramite valuta virtuale come il Bitcoin. La Regione Sardegna ha adottato il Sardex, un circuito di credito commerciale basato su una valuta complementare. Cosa ne pensa a riguardo? Secondo lei sarebbe possibile sperimentare un progetto simile nella nostra Regione?

Pienamente d’accordo e convinto che sia possibile. E’ una nostra proposta ed è anche nei nostri progetti. Ne abbiamo già parlato anche con Nino Galloni.

8) Oggi i Partiti e Movimenti presenti in parlamento sono diventati feudi personali, volti più che altro a seguire le direttive imposte dai rispettivi leaders, con una palese riduzione della democrazia al loro interno e una sempre più crescente intolleranza verso qualsiasi forma di critica o di dissenso. Sarebbe disposto a sperimentare l’adozione di un software open source come liquid feedback per rendere più trasparenti i dibattiti interni ed i processi decisionali della sua amministrazione, o eventualmente dotare la base degli elettori di uno strumento di consultazione permanente?

D’accordo a rendere più trasparenti i processi decisionali. Purtroppo, però, non conosco questo software e prima di dire sì vorrei capire di cosa si tratta.
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