Elezioni 2015: le risposte di Claudio Borghi

1) Conosce la situazione sull’uso del software free, libero e open source all’interno della Regione? Che ne pensa e cosa crede di fare in futuro al riguardo?

Non conosco bene, onestamente, il grado e il tipo di utilizzo dei software liberi in Toscana, certamente faremo in modo di incentivarli e pubblicizzarli se possono essere utili ai Cittadini.

2)Ha intenzione di aumentare la trasparenza delle istituzioni verso i cittadini? Se sì in che modo?

Ovviamente sì, inaugurando un rapporto continuativo con i singoli Cittadini e con categorie e associazioni, che prima di tutto va portato avanti con un rapporto personale e dal vivo (anche se può risultare complicato, è quello che come Lega stiamo facendo da un anno e mezzo a questa parte), e poi reso stabile attraverso l’aiuto di canali Internet dedicati, ad esempio email, social network e attraverso i portali regionali già esistenti. Se vinceremo, vedrete il cambiamento.

3)Qual’è la sua posizione in merito ai matrimoni omosessuali e ai diritti LGBT?

Tutti hanno il diritto di stare insieme, amarsi e formare coppie, di qualunque tendenza sessuale essi siano. Tuttavia, i figli nascono, crescono, sono adottati solo in presenza di un babbo e una mamma, naturali o adottivi.

4) Alcune località toscane sono state, negli ultimi anni, fortemente colpite dalla cattiva gestione del territorio e delle infrastrutture: una fra queste è Carrara, dove i cittadini, stremati dalle ripetute alluvioni, per un breve periodo si sono riuniti in Assemblea Permanente con l’idea di amministrare in proprio la città.
La pianificazione e la prevenzione sono le uniche contromisure efficaci in relazione al rischio idrogeologico: l’adeguamento dello sviluppo territoriale alle mappe del rischio e la manutenzione del territorio sono alcuni punti fondamentali per evitare ulteriori disastri. Quali sono i suoi progetti a riguardo e quali risorse pensa di destinare per la mitigazione del rischio?

Una volta, prima che Renzi le abolisse, c’erano le Province addette ad occuparsi, tra le altre cose, del dissesto idrogeologico, del territorio, dei corsi d’acqua, dei boschi. Vedremo di rimediare anche a questo disastro targato euro-PD.

Il programma mio e della Lega in tal senso è molto semplice: rimboschimento di aree colpite da incendi, prevenzione e punizione esemplare per chi appicca il fuoco in aree rurali non coltivate, sistemi di controllo del territorio per evitare che l’incendio si sviluppi eccessivamente prima dell’intervento di spegnimento; pulizia periodica dei letti dei fiumi; stop al consumo di suolo e riutilizzo dell’edificato esistente. Poiché se vinciamo in Toscana, cade Renzi, cercheremo di vincere anche le Politiche e in quel caso troveremmo i soldi per fare le cose giuste e negli interessi del nostro Paese, quindi anche per questo settore.

5) Il Partito Pirata ritiene che vada superato il dualismo tra pubblico e privato, e vada rafforzata sempre di più la strada della gestione partecipata delle risorse come beni comuni. Lei cosa ne pensa a riguardo?

Penso che ogni epoca ha bisogno di una soluzione ad hoc: oggi privatizzare è da pazzi, in quanto significa svenderci al peggior offerente. E guarda caso è uno dei primi pensieri del governo Renzi, e la Toscana non fa eccezione nell’eseguire certi ordini (basti pensare a Lucchini, Breda, TRW, Smith). Non solo non si deve privatizzare, ma oggi siamo in una situazione in cui lo Stato dovrebbe prendere a cuore le nostre aziende e infrastrutture strategiche, per proteggerle da investitori che non hanno certo l’interesse a tenere aperte aziende in crisi o infrastrutture che non ritengono importanti per i loro profitti. Altra cosa sarebbe se fossimo in situazione di prosperità interna, di prosperità della piccola e media impresa italiana: in quel caso la privatizzazione può anche essere un modo per rendere i servizi e certe produzioni più efficienti, ma prima di questo c’è la sovranità politica ed economica, che noi abbiamo perso da tempo. Va riacquistata quella, poi si vedrà.

6) Cosa pensa sull’utilizzo degli strumenti di tutela del copyright come escamotage per ottenere di fatto la censura su alcune fonti di informazione indipendente? Crede che il problema sia reale e pesi sul diritto di libera espressione, sulla libera circolazione dell’informazione e quindi sull’effettivo esercizio della democrazia nel nostro paese?

E’ un rischio, quello da voi citato, assolutamente concreto. E’ altrettanto vero che oggi la vera distinzione è tra le informazioni (e intendo non solo giornalistiche, ma di tutti i tipi, ad esempio musicali o artistiche) autentiche e quelle fasulle. In Italia ci sarebbe bisogno di una rivoluzione del sistema dell’informazione in generale, e forse anche di nuove buone leggi in materia. Ci lavoreremo su, perché il tema è complesso e merita maggiore attenzione e competenza di quelle che posso metterci ad oggi.

7) Sempre più negozi e aziende stanno incominciando ad accettare pagamenti tramite valuta virtuale come il Bitcoin. La Regione Sardegna ha adottato il Sardex, un circuito di credito commerciale basato su una valuta complementare. Cosa ne pensa a riguardo? Secondo lei sarebbe possibile sperimentare un progetto simile nella nostra Regione?

Mi viene da sorridere: il PD prima costringe l’Italia a fare la serva di Berlino, e poi nelle regioni che amministra studia questi stratagemmi che potrebbero anche funzionare, ma che sono, diciamo, quantomeno stravaganti. Mi piacerebbe che un governo, possibilmente eletto dai Cittadini, dicesse stop alla moneta unica, principale nostro attuale problema. Poi si possono studiare tutti i metodi complementari di scambio e commercio possibili, sempre negli interessi di produttori e acquirenti.

8) Oggi i Partiti e Movimenti presenti in parlamento sono diventati feudi personali, volti più che altro a seguire le direttive imposte dai rispettivi leaders, con una palese riduzione della democrazia al loro interno e una sempre più crescente intolleranza verso qualsiasi forma di critica o di dissenso. Sarebbe disposto a sperimentare l’adozione di un software open source come liquid feedback per rendere più trasparenti i dibattiti interni ed i processi decisionali della sua amministrazione, o eventualmente dotare la base degli elettori di uno strumento di consultazione permanente?

Assolutamente, ma devo dire onestamente che, seppur la Lega Nord – dove peraltro sono arrivato da pochi mesi di comune accordo con il nostro Segretario federale Matteo Salvini, che ha sposato appieno il mio programma economico che oggi è diventato quello di tutto il Movimento – sia un partito molto rigido nelle proprie regole, e ciò può essere un bene, le decisioni che prendiamo e i programmi che abbiamo sono già oggi a disposizione di tutti. L’informazione in Italia è quella che è, e vuole giustamente gli scoop: dietro agli scoop però sta sempre una motivazione, che purtroppo spesso anche al pubblico non interessa più di tanto. Dobbiamo impegnarci ancora di più alla trasparenza e nel dire la verità, se sarà necessario utilizzeremo anche software aperti per avere ancora di più il polso del nostro elettorato, ma privilegeremo sempre e comunque il contatto diretto. Matteo Salvini, pur con i suoi pregi e difetti, credo che in questo abbia molto da insegnare a tanti…
Annunci

One thought on “Elezioni 2015: le risposte di Claudio Borghi

  1. Pingback: Così parlò il leghista | Partito Pirata

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...